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The Good Wave

18 Febbraio 2021  |  Domenico Amodeo

L'iniziativa The Good Wave ha l’obiettivo di contestualizzare, giustificare e descrivere le proposte di modifiche legislative che regolamentano i criteri di diritto alle indennità, nelle diverse forme e modalità previste dalle ordinanze relative alle misure economiche Covid-19.

Il documento di manifesto propositivo dell'iniziativa verrà inviato a tutti gli organi istituzionali cantonali e federali di competenza, ai media digitali e stampa, e sarà riferimento di petizione con lo scopo di coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica e tutti gli interessati sul tema e stimolare la riflessione parlamentare per modificare la situazione attuale.
Il destinatario iniziale è l’autorità cantonale che ha il potere di sopperire alle lacune evidenti delle imposizioni federali, ma il destinatario finale è l’autorità federale che attraverso il parlamento deve porre le basi legali per ridefinire i criteri e i principi di riferimento a cui i Cantoni sono comunque referenziati.

Il documento propositivo è stato redatto, in collaborazione e condivisione, da diversi professionisti e titolari di impresa provenienti in modo trasversale da aree geografiche e da settori commerciali diversi e con competenze professionali differenti. Non da politici o professionisti di governo, ma da designer, programmatori, videomaker, operatori culturali, artigiani, titolari di ditte individuali, Sagl o altre forme giuridiche delle PMI. I contenuti sono stati redatti basandosi su esperienze personali concrete e reali, rappresentando così uno scenario di riferimento strettamente correlato al tessuto socioeconomico, non espressione di congetture o ipotesi, ma generato da esperienze dirette nel mondo dell’imprenditoria.

Principi

In questo momento storico la priorità dello Stato e del Governo che decide il nostro futuro non deve essere far “quadrare i bilanci” o ridurre il più possibile il rischio di deficit. Lo Stato avrà tutto il tempo, i modi e le risorse per far “quadrare i bilanci” in futuro, a tempesta superata.

La priorità non deve essere la salvaguardia del potere di acquisto, dei cambi valuta e delle evoluzioni dei mercati internazionali dettati dalla politica monetaria che potrebbe essere potenzialmente distorta da un’iniezione di liquidità artificiosa nel sistema. E non si intende per sistema quello “bancario” (v. BNS – Banca Nazionale Svizzera), ma il sistema “Paese”.

Oggi, in questo momento storico, la priorità è affiancare chi necessita di supporto e indennizzo, senza esclusioni dovute a soglie di diritto e limitazioni grossolane e semplicistiche o semplificative. La priorità deve essere il cittadino, che deve essere rassicurato e rasserenato, il padre di famiglia deve continuare a poter portare il pane a tavola senza essere costretto a chiedere sacrifici ai propri figli, alla propria famiglia. Il professionista deve poter affrontare tutte le spese, anche le tasse, il versamento dell’IVA e i contributi al I e al II pilastro, senza dover ricorrere a prestiti, a risorse di riserva o a dilazioni rateali. Dare serenità e conforto è la priorità per poter superare questo momento difficile su molti fronti e questo obiettivo si raggiunge non con una pacca sulla spalla, con un mi dispiace per la sua situazione o con l’apertura al dialogo, ma si raggiunge con azioni precise, tempestive, eque ed efficaci.

Lo Stato deve dimostrare con i fatti e con i numeri che riconosce il diritto costituzionale ai professionisti e alle imprese di continuare la propria attività o in alternativa, se questa viene impedita direttamente o per effetto indiretto, di garantirne pienamente la sopravvivenza.

In questo momento e con queste premesse di contesto non c’è tempo per fare distinguo fra chi si trova in difficoltà a causa delle restrizioni o a causa di sua negligenza o incapacità. Non è determinabile, non c’è tempo e non c’è modo di creare filtro in tal senso. I nodi, col tempo, verranno comunque al pettine: o con inevitabili fallimenti, con conseguente indennizzo di disoccupazione per chi ne ha diritto o per molti, il ricorso all’assistenza. Ed in ogni caso rappresenterebbero non la regola, ma un’eccezione, una insignificante minoranza. E tale eccezione non deve ridurre la disponibilità e l’apertura al sostegno e agli indennizzi.

In questo contesto chi ha subito danni non va indennizzato parzialmente, all’80%, definendo paletti e metodi di riduzione della spesa il più possibile vicina alle esigenze di un risparmio sull’erogazione per motivi di bilancio dello Stato. Gli indennizzi devono essere del 100% e devono essere rapportate alle perdite del giro d’affari. Le perdite subite sono dovute per costrizione diretta o indiretta tramite ordinanze governative e/o cantonali, per la salvaguardia della salute e del sistema sanitario.

Tali costrizioni, come detto, sono indotte da motivazioni largamente condivisibili e comprensibili, ma il fatto che siano comprensibili e condivisibili non deve giustificare un indennizzo parziale o subordinato a criteri selettivi fantasiosi. Modificare i criteri di diritto per l’accesso alle indennità significa aumentare indubbiamente e significativamente la spesa. Aumenta anche indubbiamente le possibilità di frodi o truffe. Ma la stragrande maggioranza del popolo svizzero è onesta, non delinque. Certo, ci sono e ci saranno sempre persone o aziende che cercano di sfruttare a proprio vantaggio la situazione, falsando bilanci, dichiarando il non vero o cercando di fare i furbi. Ma anche queste sono un’eccezione. Non sono tali eccezioni che devono condizionare le regole, non sono tali eccezioni che devono intimorire il coraggio di un Paese, non sono tali eccezioni che devono causare danni, esclusioni e restrizioni eccessive per le persone, per i cittadini e per le aziende che lavorano in onestà, trasparenza e con produttività, perché sono queste il vero tessuto socioeconomico del nostro Paese.

„Certo, modificare i criteri di diritto per l’accesso alle indennità significa aumentare indubbiamente e significativamente la spesa. Ma questo è il momento, in cui il nostro Paese deve dimostrare coesione, forza e determinazione. È questo il momento in cui deve emergere l’abbraccio dello stemma federale con le parole di “Unus pro omnibus, omnes pro uno”.
Domenico Amodeo

Promotori

Domenico Amodeo

Designer

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Filippo Giani

Videomaker

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Noi siamo professionisti, non politici o avvocati, e ci siamo fatti portavoce di migliaia di colleghi e piccole e medie aziende che in Svizzera oggi hanno bisogno di dare voce al proprio pensiero e alle proprie difficoltà in modo propositivo. Abbiamo condiviso opinioni e idee, le abbiamo elaborate insieme, e ci siamo assunti la responsabilità di promuovere l'iniziativa The Good Wave. Ci mettiamo il nostro nome e la nostra faccia, perchè crediamo nel nostro diritto di esprimere le nostre opinioni, certi di avere alle nostre spalle migliaia di professionisti, artigiani e operatori a sostegno dell'iniziativa.



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